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CORNETTO E CAPPUCCINOIL COMUNE COME UN BAR: SI ENTRA, SI ORDINA E SI RICEVE

Aggiornamento: 9 lug 2024



Il Comune come un bar: si entra, si ordina e si riceve. Senza logica progettuale e con un dubbio, per voler essere clementi, di liceità amministrativa.

I tre scatti immortalano inequivocabilmente tre piazze con impatti visivi differenti. Terlizzi straboccante di pubblico, Trani stracolma e la piazza della Molfetta “democratica”, piazza Paradiso, tristemente vuota.

E sappiamo bene anche che la democrazia non è in discussione, è in discussione il modus improprio di gestione della cassa comunale, ossia delle risorse pubbliche. Ho voluto iniziare questo mio contributo – e ringrazio l’Altra Molfetta per l’ospitalità – partendo da tre immagini e non dalle parole che possono anche tradire la cruda realtà dei fatti.

Non siano degli esterofili, siamo spinti dalla rabbia di constatare la tristezza di quanto accade nella nostra città. E attenzione: anche analizzando i budget si scopre che la più spendacciona, indovina indovinello, è proprio la nostra città con il trio della spesa Minervini (sindaco), Rossiello (assessore al Turismo, Marketing e Cultura) e Minuto (assessore Attività produttive, Zes, Commercio, DUC).Ma quello che rattrista ancor di più è l’approccio, la metodologia, la logica delle colpevoli scelte. Resta purtroppo sempre quello di un approccio burocratico all’erogazione dei contributi. E come entrare in un bar e chiedere “Cornetto e cappuccino”. Se si è entrati è perché qualcuno ha inviato personalmente, alla chetichella, l’invito (mancando il relativo bando…).

E il Comune, che tristezza, trasformatosi in un bancone da bar, a chi ha voluto invitare ha dispensato una colazione top, ad altri una più ordinaria, ad altri, ignari, proprio nulla.

Da queste colpevoli scelte gestionali è nato il doppio cartellone molfettese . E già qui i professionisti del marketing griderebbero all’ossimoro. Senza risorse si vuole promuovere un territorio ed i suoi eventi attraverso la costruzione di due distinti brand. Evidentemente, anche in questo caso, è stata una scelta di divisione dei “territori” di natura squisitamente politica.

Ed ecco, qui imperversa una logica stridente che è quella della spesa pubblica incontrollata, risultato di una visione tipica della sinistra anni ottanta (dico bene, anni ottanta), dove non emerge la progettualità, il format culturale, lo spettacolo, bensì una coniugazione allucinante di “mance e mancette”. E per la vostra “integrità mentale” evitiamo di tediarvi nella lettura dei fascicoli amministrativi attraverso i quali è stato predisposto il “dicembre dello spreco”. Noi l’abbiamo fatto con scrupolo e studio. Per questo siamo diventati così assertivi e sfidiamo anche gli amministratori del “cornetto e cappuccino” ad un confronto pubblico senza barriere, meglio on line.

Questo nel 2023 è inaccettabile. Molfetta annovera professionalità di altissimo livello e noi pensiamo ad una festa in piazza di Capodanno, al costo, diretto ed indiretto, di trentamila euro. Anche qui un gioco di spesa su tanti rivoli diversi (leggasi modalità di spesa). Ma noi pazientemente abbiamo ricostruito l’insieme, arrivando fino al service del palco (modica cifra in delibera pari a € 10.000,00).

Da qui qui nascono le differenze tra i tre comuni che abbiamo volutamente creato mettendoli in parallelo: la confinante Terlizzi sceglie di affidarsi ad un’agenzia specializzata che progetta, promuove e raccoglie sponsor, investendo nella riuscita dell’evento. Sul groppone del Comune solo una piccola parte dell’insieme, ossia € 26.000,00.

La città di Trani, invece, sceglie la forza promozionale di un ente regionale preposto e specializzato in questo: Puglia Promozione con il suo “Capodanni in Puglia”. 

In questo c’è tutta  la nostra “rabbia”, non in quei quasi duecentomila euro gestiti con inusitata leggerezza, senza professionalità e senza pudore. 

Un Comune che resta anche sguarnito come personale in questi due gangli vitali della nuova economia (turismo e marketing) e dove alberga, con tristezza infinita, solo un modus operandi di stampo centralista, dove il borsino della spesa è discrezionale nella pratica quotidiana e dove il merito della proposta è assente e vince la logica del “cornetto e cappuccino”. Assurdo pensare che la città possa essere amministrata in questo modo, città in cui settori strategici di sviluppo possano essere ancora gestiti con una logica negletta considerando tanti professionisti del settore come “percettori di prebende”.

Forza sindaco, forza assessori potete migliorare. Peggiorare risulterà impossibile. Al sindaco, consigliamo di farsi portare i faldoni dello sbobinamento dei suoi interventi in Consiglio comunale, quando sedeva ai banchi dell’opposizione e tuonava contro gli amministratori democristiani. In quel momento, se avrà la bontà di invitarci, gli manifesteremo tutta la nostra solidarietà quando esclamerà: “Ma questo non sono io. Hanno trascritto male!”.

Poi, una chiosa finale, emblematica per rendere chiarissimo il senso di questo mio intervento. Chiedo all’amministrazione di voler spiegare e illuminarci in base a quale regolamento, norma, disposizione, viene stabilita la percentuale di contributo. 

Il caso emblematico è proprio l’evento di Capodanno. Viene richiesto un contributo di € 19.900,00 e, a differenza di tutti gli altri, viene concesso un contributo pari al 100%. Con colazione al top!

Per ristabilire un po’ di trasparenza forse dovremmo chiedere il parere su questa particolare gestione all ‘ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Dimenticavo. Adesso il bar è chiuso. E speriamo che non riapra più.



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